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Intervista al Presidente A.F.E.M.O. Gianluigi Barettoni

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In occasione di T.Gold 2021 abbiamo parlato di presente e futuro con Gianluigi Barettoni, Presidente di AFEMO - Associazione dei Fabbricanti ed Esportatori di Macchine di Oreficeria.

Buongiorno, Presidente Barettoni. Iniziamo dalla stretta attualità. T.Gold quest'anno, per la prima volta, trova una collocazione completamente integrata con VicenzaOro, quasi un riconoscimento ulteriore, in un periodo così difficile, dell'importanza e del valore aggiunto delle aziende produttrici di macchinari e tecnologie applicate al mondo dell'oreficeria e dei preziosi - senza dimenticare ambiti tecnologicamente vicini come il settore dell'occhialeria -. Quali vantaggi strategici possono determinarsi, grazie a questa nuova collocazione?

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Senza dubbio, essere arrivati a presentare le tecnologie nella sede espositiva centrale è stato per noi non solo un grande risultato ma soprattutto il riconoscimento di tutta l'attività che è stata fatta nel corso di tanti anni. Nelle precedenti gestioni della fiera - sicuramente non l’attuale – l’ambito macchinari è sempre stato vissuto come un qualcosa di secondario, o quantomeno come qualcosa di accessorio all'esposizione della gioielleria. Ora è stato fatto un percorso che ha sottolineato il valore aggiunto delle nostre aziende perché - è inutile in questo caso essere falsamente modesti - con l’attività dell'associazione non facciamo altro che mettere in risalto il lavoro dei nostri associati: in altri termini, i risultati che otteniamo vanno di pari passo con le tecnologie sviluppate dalle nostre aziende. A questo proposito, possiamo senza ombra di dubbio dire che a tutt'oggi il valore e la qualità assoluta espressi dai produttori italiani a livello mondiale è impareggiabile e fortunatamente anche inimitabile, anche se sono tante le aziende che provano di continuo a replicare i nostri macchinari - grazie a Dio con scarsi risultati -.

Per noi chiaramente questo sarà un appuntamento importante. Avremo la possibilità, per una volta, di stare vicino ai nostri clienti. Diciamo “per una volta” perché sappiamo bene che quello di quest’anno è un posizionamento speciale, legato ad una edizione che purtroppo risente ancora in modo importante del cataclisma covid, che ha portato ad uno sconvolgimento anche in termini di presenza degli espositori. Quando - come tutti ci auguriamo - tutto tornerà alla normalità, T.Gold dovrà essere posizionato in un'area per la quale stiamo studiando la miglior ipotesi realizzativa insieme a IEG - fiera di Vicenza, partner cui oggi siamo fattivamente legati da un accordo strategico che vede AFEMO in prima linea nell'organizzazione di T.Gold come consulente, sia in termini di acquisizione di nuovi espositori, valutando la qualità dei macchinari che andranno poi ad esporre, sia nella valutazione qualitativa dei buyer da far “avvicinare” alla manifestazione. Chiaramente questo per noi sarà un appuntamento importante e siamo consci di tutte le difficoltà che andremo ad incontrare: sicuramente non ci aspettiamo una manifestazione a pieno regime ma siamo fiduciosi di portare a casa risultati quantomeno soddisfacenti. L'attività organizzativa fatta con IEG è veramente importante: il nostro direttore lavora quotidianamente con lo staff del direttore Carniello e questo ha permesso la valutazione in tempo reale di ogni aspetto dell’evento, riuscendo a trovare le soluzioni migliori - per loro come organizzatori, per noi come gruppo di espositori. Traendo le conclusioni, un lavoro d’equipe fatto di grande fiducia e grande speranza.

AFEMO comprende, tra i propri associati, aziende d'eccellenza decisamente proiettate al futuro. Alcuni tra i vostri associati, in particolare, investono ogni anno in ricerca e sviluppo una quota consistente dei propri budget. Quali strumenti mettete loro a disposizione per far conoscere i risultati di queste eccellenze?

È vero, il successo della tecnologia per la produzione orafa italiana - e in particolare il successo degli associati di AFEMO - è dato dalla serietà delle nostre aziende, che investono oggi in ricerca applicata con una visione a medio-lungo termine: questa è una delle motivazioni che ci permettono di vedere le nostre tecnologie costantemente all'avanguardia. Oltre ai continui investimenti, va citato senza dubbio lo studio tailor-made dei macchinari, fatto insieme ai nostri clienti. E bene ricordare che le lavorazioni in termini concettuali non cambiano; cambiano invece i particolari che vengono modificati continuamente in base alle esigenze di un mercato che, ad esempio, vuole per quest'anno e per i prossimi due anni un certo tipo di prodotto e successivamente, mutando le richieste di consumo, richiede con la massima rapidità anche un cambio nelle tecnologie di produzione. Senza dubbio, le due chiavi di volta sono mantenere la vicinanza ai nostri clienti ascoltando le loro esigenze e mantenere questa vicinanza soprattutto nel post-vendita, dove forniamo un servizio a 360 °, dai servizi di base a quelli erogati da remoto. Se, ad esempio, una macchina che vendiamo in India segnala un problema, noi da remoto possiamo assumerne la governance, allineandola alle nuove esigenze o risolvendo l’eventuale problema tecnico; questo aspetto è una ulteriore chiave di lettura del nostro successo e della nostra modalità operativa, che passa dai continui investimenti alla vicinanza al cliente.

Dopo questo periodo difficilissimo, si iniziano a vedere segnali incoraggianti di ripresa. In particolare, il made in Italy della tecnologia sembra aver mantenuto tutto il suo appeal... com'è l'andamento del mercato internazionale, dal vostro punto di vista? Quali le opportunità per i vostri associati?

Senza dubbio il periodo è stato difficile. Come tutti abbiamo sentito l’impatto della pandemia, ma questo non ha portato a situazioni di crisi strutturale: il mercato si è un po’ rallentato ma non abbiamo mai smesso di lavorare. Questo è potuto accadere perché negli anni abbiamo investito tanto ed in modo continuativo: rappresentiamo aziende che sono sempre state presenti a livello internazionale, in tutto il mondo, per vendere o per dare assistenza. Se questo tipo di lavoro viene fatto bene, uno stop-over di un anno e mezzo non può chiaramente cancellare tutto quanto fatto in precedenza. Logicamente, sentiamo la mancanza del contatto diretto delle fiere, delle visite ai clienti, dei workshop che facciamo in giro per il mondo; ma avendo fatto un lavoro importante in passato, dagli accordi internazionali presi ad esempio con il governo dell'Uzbekistan a quello che stiamo studiando con lo stato del Botswana, arrivando all'intensa attività di collaborazione con il ministero dello sviluppo economico e gli uffici dell'ICE, abbiamo potuto superare questo periodo con una certa serenità. È logico che, come tutti, viviamo di contatti interpersonali e che questi contatti non possano mai mancare; ora ci auguriamo che questa situazione stia andando a scemare e che non ci siano ulteriori problematiche da dover affrontare. In questo senso siamo fiduciosi: un banco di prova sarà la fiera di settembre, dove inizieremo a capire quantomeno come rispondono in termini di mercato i paesi più vicini. A questo proposito, contiamo di poter incontrare i nostri clienti europei, quelli dell'area del Nord Africa, del Medio Oriente e dell'area del Golfo, così come speriamo arrivino i nostri interlocutori dai paesi ex Europa dell'est. Voglio ripetere che la nostra mentalità non cambierà mai, così come non perderemo mai la voglia di stare vicini ai nostri clienti e di investire per loro, in modo da riuscire a sopportare e superare con successo eventuali momenti bui come quello che abbiamo appena passato.

Il ruolo di Presidente comporta l'assunzione di decisioni e la capacità di indirizzare le politiche di sviluppo di una associazione. Come interpreta questo ruolo così delicato?

La mia modalità di operare come presidente di AFEMO è sempre stata quella di essere un rappresentante, una persona al servizio degli associati. Io come presidente e noi - come consiglio direttivo -, unitamente all’ l'operato del nostro direttore, abbiamo come primo e assoluto obiettivo quello di ascoltare gli associati e di portare nei vari tavoli di discussione quelle che sono le loro esigenze. Io ritengo che questo debba essere il ruolo del presidente di un'associazione e che non ci possano essere altre modalità. Inoltre, negli ultimi due anni, abbiamo instaurato con le nostre aziende un rapporto molto più stretto che ci ha portato a poter fruire di determinati servizi attingendo direttamente alle risorse presenti al loro interno: per fare un esempio, una delle nostre associate, BTT - azienda del gruppo LEM Industries - ci fornisce oggi il supporto del proprio ufficio marketing, permettendoci di fare diverse attività grazie ad una persona incaricata di supportarci. Questa modalità verrà ancor più ampliata nel prossimo futuro e ritengo, come presidente, che seguire quelle che sono le esigenze dei nostri rappresentati non possa che portarci a risultati positivi. Va da sé che poi, come spesso accade anche in seno ad una azienda od in una famiglia, gli ambiti associativi possano portare al confronto di opinioni e visioni talvolta differenti. Chiaramente, nella vita associativa ognuno contribuisce con le proprie idee e manifestando le proprie esigenze e spesse volte non è possibile accontentare tutti. Tuttavia, di volta in volta cerchiamo di fare del nostro meglio e ciò che non riusciamo a realizzare nel presente cerchiamo di attuarlo appena possibile con perizia ed attenzione, con l’obiettivo di poter offrire sempre servizi di livello elevato, impegnandoci al massimo per ottenere questi risultati. Il mio modo di interpretare il ruolo di presidente è ancora, per me, ricevere le telefonate dei nostri associati anche alle sei del mattino, qualsivoglia siano le necessità - dalla cosa più importante alla cosa più semplice-. Per questo, io sono sempre a loro disposizione, per dare e ricevere quelle indicazioni che possono trasformarsi in azioni in grado di determinare risultati positivi per tutto il gruppo degli associati.

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